La costa dell'Africa orientale era coperta, un tempo, da una fascia continua di foresta. Oggi di quella fascia restano frammenti, e Arabuko-Sokoke e' di gran lunga il piu' grande: la piu' estesa foresta costiera indigena rimasta in Africa orientale, a pochi chilometri dal mare e facilmente raggiungibile da Watamu.
Non e' una foresta pluviale fitta e buia come ci si potrebbe aspettare. E' un mosaico: tratti di bosco alto e ombroso si alternano ad aree piu' rade e sabbiose, e il cambio di ambiente e' visibile camminando anche solo per un'ora.
Specie che esistono solo qui
Il motivo per cui i naturalisti conoscono Arabuko-Sokoke e' l'endemismo. La riserva ospita specie rare che non vivono in nessun altro posto al mondo, dagli uccelli ai piccoli mammiferi. Per un birdwatcher e' una delle mete piu' ambite del continente; per un visitatore normale, e' l'occasione di vedere qualcosa che non si puo' vedere altrove.
Anche senza binocolo e senza competenze specifiche, una camminata al mattino restituisce l'idea. Il suono e' il primo indizio: la foresta e' rumorosa in un modo stratificato, con richiami che si rispondono a distanza e che una guida sa attribuire a questa o quella specie.
Perche' serve una guida
Le passeggiate guidate sono la modalita' di visita consigliata, e non solo per orientarsi. Le guide locali conoscono i percorsi, sanno dove e a che ora si ha qualche possibilita' di avvistamento, e soprattutto vedono cose che un occhio non allenato si lascia sfuggire: un profilo immobile su un ramo, una traccia sul terreno sabbioso, un movimento nel sottobosco.
Cosa mettere nello zaino
Scarpe da trekking leggere o comunque chiuse, perche' i percorsi sono sterrati e in alcuni tratti sabbiosi. Repellente per insetti, che qui serve davvero. Acqua a sufficienza: l'ombra degli alberi inganna, ma il caldo equatoriale disidrata comunque. E un binocolo, se ne avete uno: fa la differenza tra sentire e vedere.
L'abbigliamento migliore e' a maniche lunghe e in colori neutri. Non e' una questione estetica: serve a proteggere dai rami e dagli insetti e a rendersi meno appariscenti per gli animali.
Un'escursione da mezza giornata
Dalla villa la foresta e' facilmente raggiungibile, e la visita si organizza comodamente in mezza giornata: partenza presto, camminata guidata, rientro per il pranzo. E' l'alternativa perfetta a una giornata di mare, soprattutto per chi resta una settimana o piu' e vuole variare il ritmo.
Non solo uccelli
La foresta ospita anche mammiferi che altrove sulla costa non si trovano piu', compresi piccoli antilopi forestali e specie di toporagno elefante dai colori inconfondibili. Sono animali schivi e non si vedono facilmente, ma le tracce sul terreno sabbioso sono spesso l'indizio che una guida sa leggere per capire chi e' passato di li' poche ore prima.
Anche gli elefanti frequentano la foresta, muovendosi lungo corridoi che collegano l'area ad altri ambienti naturali dell'entroterra. Non sono un avvistamento su cui contare, ma la loro presenza spiega perche' la conservazione di questo lembo di bosco sia una questione seria e non una curiosita' da naturalisti.
Un ambiente sotto pressione
Vale la pena sapere perche' Arabuko-Sokoke sia l'ultima del suo genere. La fascia di foresta costiera che copriva l'Africa orientale e' stata ridotta nei secoli dall'espansione agricola e dal taglio del legname, e cio' che resta e' frammentato in isole di vegetazione separate fra loro.
Visitarla con una guida locale ha quindi un effetto che va oltre la giornata: sostiene direttamente l'economia delle comunita' che vivono ai margini della foresta e che hanno tutto l'interesse a mantenerla in piedi. E' uno dei casi in cui la scelta del visitatore pesa davvero.
Molti visitatori la abbinano alle rovine di Gede, che si trovano nello stesso entroterra e raccontano la storia umana dello stesso ambiente. Altri la combinano con Mida Creek, dove la foresta lascia il posto alle mangrovie e all'acqua salmastra. In tutti i casi, il ritorno serale in villa fronte oceano fa un contrasto che vale il viaggio.
Vivi Watamu da Nuru Luxury Villa
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