Ci sono paesaggi che cambiano con le stagioni e paesaggi che cambiano con le ore. Mida Creek appartiene alla seconda categoria: e' un braccio di mare che entra nella terraferma poco a sud di Watamu, e la marea lo trasforma due volte al giorno in due luoghi completamente diversi.
Con l'alta marea e con la bassa
Con l'alta marea il creek e' una distesa d'acqua che riflette il cielo, delimitata dal verde compatto delle mangrovie. Con la bassa marea l'acqua si ritira e lascia scoperte ampie piane fangose, attraversate da canali e punteggiate dalle radici aeree delle piante. Sono due fotografie dello stesso posto che sembrano scattate a mille chilometri di distanza.
E' proprio la bassa marea a rendere il creek interessante per il birdwatching: le piane emerse sono una mensa a cielo aperto per gli uccelli acquatici, che vi si radunano a decine per cercare cibo nel fango prima che l'acqua torni a coprire tutto.
La foresta che cresce nel sale
Le mangrovie sono la vera protagonista. Sono piante capaci di vivere in acqua salata, con radici aeree che spuntano dal fango come una selva di paletti e che servono a respirare dove il suolo e' privo di ossigeno. Formano un ambiente ibrido, ne' terra ne' mare, che funziona da nursery per moltissime specie marine.
La loro importanza va oltre il pittoresco: le mangrovie proteggono la costa dall'erosione, trattengono i sedimenti e ospitano una fauna che senza di loro non avrebbe dove riprodursi. E' un ambiente fragile e, sulla costa dell'Africa orientale, sempre piu' raro.
Il tramonto
Mida Creek e' conosciuto soprattutto per i suoi tramonti. L'orientamento del braccio d'acqua fa si' che il sole cali dietro le mangrovie e si specchi sulla superficie, e nelle sere piu' limpide l'acqua diventa una lastra di colore. E' uno dei pochi posti della zona dove il tramonto si guarda sull'acqua invece che sull'oceano aperto.
Il momento richiede pazienza e qualche precauzione pratica: al tramonto le zanzare escono, e il repellente non e' un optional. Una maglia a maniche lunghe completa l'attrezzatura.
Come inserirlo nel soggiorno
Il creek si trova a breve distanza da Watamu, il che lo rende una delle uscite piu' semplici da organizzare: si parte nel tardo pomeriggio, si assiste al tramonto e si rientra in villa per cena. E' l'escursione ideale per una giornata in cui il mare e' gia' stato abbastanza.
Un ambiente protetto
Il creek fa parte del sistema di aree protette di questo tratto di costa e la sua gestione coinvolge direttamente le comunita' locali, che da anni portano avanti progetti di riforestazione delle mangrovie e di turismo responsabile. Visitarlo tramite le guide del posto significa contribuire a quel meccanismo invece di limitarsi ad attraversarlo.
E' anche il motivo per cui vale la pena rispettare qualche regola semplice: restare sui percorsi indicati, non raccogliere nulla, non disturbare gli uccelli in alimentazione. Le piane fangose sembrano vuote, ma sono uno degli ambienti piu' densamente popolati della zona.
Le ostriche e la pesca
Le radici delle mangrovie ospitano colonie di ostriche e molluschi che vengono raccolti tradizionalmente dalle comunita' del creek, ed e' comune vedere piccole imbarcazioni muoversi nei canali con la marea favorevole. La pesca qui e' un'attivita' quotidiana, non una dimostrazione per visitatori.
Chi arriva nel tardo pomeriggio assiste spesso al rientro delle barche, che sfruttano il flusso della marea per risalire il creek senza fatica. E' uno dei momenti in cui si capisce meglio che il ritmo di questo posto lo detta l'acqua, non l'orologio.
Chi vuole approfondire puo' abbinarlo alla foresta di Arabuko-Sokoke, che si trova nello stesso entroterra: nella stessa giornata si attraversano una foresta secca e una foresta di mangrovie, due ambienti opposti a pochi chilometri l'uno dall'altro.
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