Le rovine swahili di Gede immerse nella foresta, tra muri in pietra corallina e alberi secolari
Le rovine swahili di Gede, testimonianza della civilta' della costa

Chi soggiorna a Watamu si trova nel punto di contatto tra due mondi culturali che si sono formati in modo completamente diverso e che convivono da secoli. Capirlo cambia il modo di guardare il posto, e spiega perche' le rovine di Gede e la foresta alle spalle della costa raccontino due storie parallele.

Il mondo swahili

La cultura swahili e' nata sulla fascia costiera dell'Africa orientale come cultura di mare, di citta' e di commercio. Per oltre un millennio queste coste sono state parte di una rete che collegava l'Africa alla penisola arabica, alla Persia e all'India, seguendo il ritmo dei monsoni che permettevano di andare e tornare con il vento a favore.

Da quel contatto e' nata una civilta' urbana propria: citta' di pietra corallina, architettura con cortili e porte intagliate, una religione prevalentemente musulmana e soprattutto una lingua. Il kiswahili e' una lingua bantu con un vocabolario ricco di prestiti arabi, ed e' oggi lingua ufficiale del Kenya insieme all'inglese, oltre che lingua franca di gran parte dell'Africa orientale.

Le rovine di Gede, a breve distanza da Watamu, sono la testimonianza piu' vicina di quel mondo: una citta' swahili di pietra corallina che la foresta ha riconquistato.

I Mijikenda e i Giriama

Alle spalle della fascia costiera vive un altro mondo. I Mijikenda sono un insieme di gruppi imparentati dell'entroterra costiero, e i Giriama ne sono il piu' numeroso. La loro e' storicamente una cultura di terra: agricoltura, allevamento, villaggi organizzati attorno a strutture di parentela e di anzianita'.

Il loro elemento piu' noto sono le kaya: foreste sacre che ospitavano i villaggi fortificati tradizionali e che hanno mantenuto un ruolo rituale anche dopo essere state abbandonate come luoghi di residenza. Sono state protette per generazioni proprio in quanto sacre, e questo ne ha fatto anche un rifugio per la biodiversita' della foresta costiera.

Musica, danza, oggetti

Alla cultura Giriama si associano tradizioni musicali e coreutiche molto vive, con percussioni e canti che accompagnano le occasioni comunitarie. Nell'artigianato della costa si incontrano oggetti di entrambe le tradizioni: gli intagli e i mobili di gusto swahili accanto a ceste, stuoie e strumenti dell'entroterra.

Se comprate artigianato, chiedete che cos'e' e da dove viene. La differenza tra un oggetto prodotto localmente e un souvenir importato e' spesso invisibile a un occhio esterno, e la domanda e' il modo piu' semplice per non sbagliare.

Come si presenta oggi

Sulla costa contemporanea le due tradizioni non sono separate: si sono mescolate, e a esse si sono aggiunte le comunita' arrivate piu' di recente, quella indiana e quella europea. Il risultato e' un tessuto sociale complesso, che a Malindi e a Mombasa si vede in una giornata di mercato meglio che in qualsiasi museo.

Qualche parola di kiswahili

Non serve impararlo, ma qualche parola apre porte. Jambo per salutare, karibu che significa benvenuto e che sentirete continuamente, asante per grazie, asante sana per grazie mille, hakuna matata che non e' solo una canzone ma un modo di dire realmente usato, pole pole cioe' piano piano.

Le kaya, foreste sacre

Le foreste sacre kaya dei Mijikenda sono riconosciute come patrimonio mondiale UNESCO e rappresentano uno dei casi piu' interessanti di conservazione ambientale su base culturale. Protette per generazioni in quanto luoghi rituali, hanno finito per salvaguardare anche la biodiversita' che ospitano.

Non sono luoghi turistici e l'accesso ad alcune di esse e' regolato dalle comunita' che le custodiscono. Sapere che esistono, pero', aiuta a capire che l'entroterra alle spalle di Watamu non e' semplicemente campagna: e' un paesaggio con una stratificazione di significati che non si vede dall'esterno.

L'artigianato della costa

Nei mercati di Malindi si incontrano oggetti che appartengono a entrambe le tradizioni: intagli, mobili e porte di gusto swahili accanto a ceste, stuoie e strumenti musicali dell'entroterra. La differenza non e' sempre evidente a un occhio esterno, e chiedere e' il modo piu' semplice per orientarsi.

Vale la pena tenere presente che alcuni oggetti in legno pregiato o di origine animale possono essere soggetti a restrizioni all'esportazione. Nel dubbio, meglio chiedere al venditore una ricevuta e verificare che il materiale non rientri fra quelli tutelati.

Provarci e' sempre accolto bene. In un paese dove l'inglese e' lingua ufficiale e molti visitatori non fanno alcuno sforzo, un asante detto nel momento giusto vale piu' di quanto costi.

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